regione Sanità 

Sanità ligure, 119 milioni per coprire il rosso: la maggioranza della Regione approva, l’opposizione attacca

Via libera in Consiglio regionale alla variazione di bilancio per il disavanzo sanitario 2025. Il Partito Democratico parla di «gestione scellerata», FdI rivendica fondi nazionali, assistenza domiciliare e miglioramento delle liste d’attesa

Centodiciannove milioni di euro per chiudere la falla nei conti della sanità ligure. È la cifra al centro della variazione al bilancio di previsione 2026-2028 approvata dal Consiglio regionale della Liguria, con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra e il no delle opposizioni. Il provvedimento serve a garantire copertura al disavanzo sanitario del 2025 e consegna all’Aula una fotografia politica netta: da una parte la Giunta e i gruppi che la sostengono rivendicano una scelta di responsabilità per mettere in sicurezza il sistema; dall’altra il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle leggono la manovra come il segnale di una sanità arrivata a un punto critico, tra conti in sofferenza, liste d’attesa e ricorso crescente alle strutture private.

Il disegno di legge è passato con 17 voti a favore e 12 contrari. La maggioranza ha sostenuto la necessità di intervenire sui saldi del comparto sanitario, mentre le opposizioni hanno contestato sia l’origine del disavanzo sia il modo scelto per ripianarlo. Il tema non è soltanto contabile, perché dietro la variazione di bilancio si apre il confronto più largo sulla tenuta del sistema sanitario regionale, sulla capacità delle Aziende sanitarie locali e degli enti ospedalieri di restare in equilibrio e sulla qualità delle risposte offerte ai cittadini.

Il Partito Democratico ha scelto una linea di attacco frontale. Il segretario ligure Davide Natale e la responsabile sanità della segreteria regionale Katia Piccardo parlano di un quadro che, a loro giudizio, non può essere derubricato a normale assestamento di bilancio. «La gestione scellerata della sanità trascina verso il disastro la Liguria», dichiarano. Secondo la ricostruzione dei democratici, il risultato negativo complessivo delle Aziende sanitarie locali e degli enti ospedalieri nel 2025 sarebbe pari a 130 milioni di euro, poi ridotto a 119 milioni attraverso un primo intervento interno alle risorse sanitarie. È proprio questo passaggio a finire nel mirino dell’opposizione, che accusa la Giunta di avere prima spostato fondi all’interno del comparto e poi di essere intervenuta con risorse destinate ad altri settori.

Per Natale e Piccardo, il ripiano si sarebbe sviluppato in due tempi. Prima sarebbero state utilizzate risorse già destinate ad altre voci della sanità, riducendo il saldo da coprire. Poi la manovra avrebbe attinto a capitoli collegati allo sviluppo economico, all’agricoltura, alla transizione energetica e al diritto allo studio. Da qui l’accusa politica: il disavanzo sanitario non resterebbe confinato alla sanità, ma finirebbe per comprimere anche altri ambiti dell’azione regionale. «Un disavanzo di bilancio aggravato dal fatto che sono sempre di più i cittadini che non riescono a curarsi e moltissimi devono recarsi in strutture private», sostengono i due esponenti del Pd.

La critica democratica si sposta poi sul livello nazionale. Secondo i consiglieri Pd, la sanità pubblica avrebbe bisogno di un finanziamento molto più robusto e stabile. «Servono 4 miliardi per mantenere in linea i servizi proprio come chiedono i presidenti di Regione, tra questi non Marco Bucci», affermano. La proposta è quella di fissare il Fondo sanitario al 7,5 per cento del Prodotto interno lordo, con l’obiettivo dichiarato di avvicinare l’Italia agli standard europei. «Non si può attendere oltre», aggiungono, collegando così il voto ligure a una battaglia più ampia sul finanziamento del servizio sanitario pubblico.

La maggioranza respinge però l’impostazione dell’opposizione e contesta l’idea di una sanità descritta solo attraverso il rosso di bilancio. Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia parla di una narrazione parziale e rivendica il lavoro svolto dalla Regione. «La sanità è una priorità assoluta e richiede serietà, responsabilità e capacità di governo», affermano i consiglieri del partito. La risposta alle accuse del centrosinistra è esplicita: «Respingiamo una narrazione esclusivamente negativa che non tiene conto dei risultati già raggiunti e del lavoro che Regione Liguria sta portando avanti».

Per FdI, il tema delle risorse non può essere affrontato senza richiamare le scelte del Governo guidato da Giorgia Meloni. Il gruppo sottolinea che il Fondo sanitario nazionale avrebbe raggiunto «il livello più alto di sempre», arrivando a 143 miliardi nel 2026, con 17 miliardi in più rispetto all’insediamento dell’esecutivo. È una replica politica diretta al centrosinistra, che accusa il sistema di essere sottofinanziato: per la maggioranza, invece, il Governo avrebbe aumentato in modo consistente le risorse e la Regione starebbe lavorando per tradurle in servizi.

Nel confronto entrano anche i dati sull’assistenza territoriale e sulle liste d’attesa. Fratelli d’Italia richiama l’assistenza domiciliare integrata, che in Liguria raggiungerebbe circa 45 mila persone con più di 65 anni, e sostiene che tutte le case di comunità previste siano state completate. Sul fronte delle prestazioni, il gruppo cita i dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, secondo cui nel primo quadrimestre 2026 sarebbe aumentata la quota di visite ed esami effettuati nei tempi previsti. Per le visite, il rispetto dei tempi sarebbe passato dal 58 per cento all’83,1 per cento; per gli esami diagnostici dal 67,7 per cento all’86,3 per cento.

La distanza tra le due letture resta ampia. Per l’opposizione, quei 119 milioni rappresentano il conto di una gestione che avrebbe prodotto squilibri e che ora costringe la Regione a reperire risorse sottraendole anche ad altri capitoli. Per la maggioranza, la variazione è invece un passaggio necessario per garantire equilibrio e continuità, dentro un sistema sanitario che richiede più risorse ma che, secondo il centrodestra, sta già mostrando alcuni segnali di miglioramento.

Il voto non archivia quindi il caso politico. La variazione di bilancio mette formalmente una copertura sul disavanzo sanitario 2025, ma lascia aperta la domanda più pesante: la Liguria sta governando una fase difficile della sanità pubblica o sta inseguendo un rosso che continua a ripresentarsi? La risposta divide l’Aula lungo una linea ormai consolidata. Il centrosinistra vede nella manovra la prova di una crisi gestionale, il centrodestra la presenta come un atto di governo necessario e rivendica risultati già ottenuti. Intanto, il dato resta: per chiudere i conti della sanità, la Regione deve mettere sul tavolo altri 119 milioni.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts